“L’antica casa Cantoni, oggi Gay des Combes, e più che casa palazzo, almeno esternamente, sia per la volumetria sia per la studiata architettura, che ricorda piuttosto la pianura cittadina che la dura montagna, mostra esternamente, nel basso edificio di raccordo per il forte dislivello del terreno, una nicchia stuccata a padiglione e stellata a otto punte, con cupoletta squamata e lambrecchini sotto la quale si scosta una tenda frangiata. Nella nicchia, la statuina di marmo dell’Immacolata con la scritta su piedestallo IMMACOLATAE / CONCETTIONI / B. C. F. / 1682. All’interno della casa sono due caminiere di stucco. La prima con motivo consueto d’architettura e ai lati la raffigurazione due gru, superiormente putti che reggono uno scudo con la Colomba che torna all’arca con ramoscello d’ulivo: circa 1760/80. La seconda, della fine del Settecento, reca nella banda inferiore puttini musicanti con trombe, violino, piffero e partitura e nella parte soprastante, staccata da volute, su un fondo di simboli di Marte (armi, spade, bandiere, fasci di cannoni, ecc.) una figura a mezzo busto femminile. Inoltre vi appare lo stemma Cantoni. Sempre nella stessa casa sarà da segnalare un medaglione ottocentesco, alt. 36, con la scritta contornante ZEFERINA POZZI DI CASTEL S. PIETRO / MARITATA CANTONI 1792. (Cfr. G. Martinola, Inventario d’arte del Mendrisiotto, vol. I, Bellinzona 1975, p. 96)

Allo stato attuale delle ricerche storiche ed architettoniche su casa Cantoni è possibile affermare che l’odierno complesso di edifici riconducibili alla famiglia, si compone di strutture sorte in tempi diversi o modificatesi in fasi successive. Il nucleo più antico dovrebbe identificarsi con la sede del MEVM (mappale No. 938), poiché la descrizione delle case che spettano rispettivamente a Giovanni Battista ed a Taddeo, figli del fu Pietro Agustoni, entrambi architetti in Genova e soprannominati Cantoni, sembra riferirsi in modo soddisfacente a questa parte dell’edificio.
Nel 1608, data del documento, Taddeo Cantoni assegna a Battista la casa chiamata Barella comprendente due piazze a trittico e confinante per tre lati con la via pubblica e per l’altro con la proprietà di Andrea Ceraschi. Nel 1680 Pietro Cantoni aggiunge presumibilmente una nuova ala all’edificio che potrebbe corrispondere alla costruzione di raccordo menzionata da Martinola; pertanto l’aspetto cittadino, riconoscibile nel disegno e nel trattamento delle facciate principali, deve risalire a quel periodo.
Nel 1702 la facciata che guarda sulla corte principale si presenta come loggiato su tre piani, oggi chiuso da muratura, così come sono state trasformate nel corso degli anni altre parti dell’edificio, alcune già da alcuni discendenti della famiglia.
Per quanto concerne il camino decorato ubicato nel salone del primo piano, è doveroso ricordare il contributo del Karpowicz, che attribuisce l’opera a Baldasar Fontana di Chiasso, proponendo quale datazione l’inizio del XVIII secolo. (M. Karpowicz, Baldasar Fontana, Lugano 1991, p. 227)

Non ancora databili ma probabilmente risalenti all’epoca della caminiera sono le decorazioni pittoriche leggibili sul soffitto del salone, attualmente in fase di restauro. Esse potrebbero essere il prodotto di artisti della famiglia o di altri con cui condividevano i cantieri all’estero e che frequentavano la casa durante i periodici rientri.
Sempre dal punto di vista della decorazione pittorica assume altrettanto interesse il disegno bugnato riportato sulle facciate principali e le varie esecuzioni di tinteggio rintracciabili nelle sovrapposizioni di finitura.


 

Casa Cantoni: cenni storici