

Nella Valle di Muggio le condizioni climatiche insubriche, caratterizzate
da estati calde, inverni miti e precipitazioni abbondanti distribuite in modo
abbastanza regolare durante tutto il periodo vegetativo, come pure il substrato
calcareo e il mosaico di diversissimi ambienti, hanno favorito lo sviluppo
di una vegetazione che è, con più di 800 specie, una delle più
preziose del Canton Ticino. Durante l’ultima glaciazione la sommità
del Monte Generoso era libera dai ghiacci. Ciò ha permesso la sopravvivenza
di molteplici specie, in parte provenienti da regioni floristiche europee
lontane.
Per esempio troviamo ancora oggi specie originarie della zona artico-alpina
(Saxifraga oppositifolia, Viola biflora) vicino a piante submediterranee (Ruscus
aculeatus), così come specie atlantiche (Ilex aquifolium, Hedera helix)
vivono accanto a specie delle steppe dell’Europa orientale (Aster amellus).
La vegetazione forestale copre la maggior parte della Valle di Muggio. Si
tratta quasi esclusivamente di boschi caratterizzati da una notevole ricchezza
floristica.
Nella fascia inferiore (orizzonte collinare-submontano) le specie arboree
dominanti sono, a seconda del suolo e dell’esposizione, il castagno
(Castanea sativa), favorito nel nostro paese e notevolmente diffuso dall’
uomo da secoli, il frassino (Fraxinus excelsior), il tiglio (Tilia cordata),
la betulla (Betula pendula), l’ontano (Alnus glutinosa), il ciliegio
(Prunus avium), il carpino comune (Carpinus betulus).
Particolarmente degni di nota sono il carpino nero (Ostrya carpinifolia),
il frassino da manna (Fraxinus ornus), il bagolaro (Celtis australis) e la
quercia cerro (Quercus cerris). Queste quattro specie sono quasi esclusive
nel Sottoceneri ed altrove in Svizzera vengono segnalate soltanto in alcune
valli del Grigioni italiano.
Nello strato arbustivo compaiono il nocciolo (Corylus avellana), l’acero
oppio (Acer campestre), il maggiociondolo (Laburnum anagyroides e alpinum),
il corniolo maschio (Cornus mas), la cornetta dondolina (Hippocrepis emerus),
l’agrifoglio (Ilex aquifolium), il ruscolo pungitopo (Ruscus aculeatus)
e altri.
Dello strato erbaceo conviene ricordare: Aruncus dioecus, Salvia glutinosa,
Primula acaulis, Hepatica nobilis, Helleborus viridis, Lathyrus vernus, Cyclamen
purpurascens, Pulmonaria officinalis, Melittis melissophyllum, Lilium martagon.
Nell’orizzonte montano, costituendo il limite superiore della foresta,
domina incontrastato il faggio (Fagus sylvatica) con la partecipazione saltuaria
della betulla (Betula pendula), del farinaccio (Sorbus aria) e del tiglio
(Tilia cordata).
Di notevole bellezza sono gli esemplari arboreo secolare, generalmente faggi,
che formano presso gli insediamenti alpestri i cosidetti meriggi. Troviamo
però anche considerevoli esemplari di noce comune (Juglans regia),
farinaccio (Sorbus aria), sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia) o tiglio
(Tilia cordata). Questi alberi si ergono come sculture nel paesaggio alpestre
e creano per uomini e bestiame un ricovero e un’oasi di ombrosa frescura.
Nella zona del Barco dei Montoni si estende un incantevole bosco di maggiociondolo.
![]() |
![]() |
![]() |
In passato l’uomo ha contribuito alla diversificazione della vegetazione
e con questo anche all’incremento del valore naturalistico della Valle
di Muggio. Quasi tutti i prati sono stati creati mediante disboscamento secoli
fa. Oggi possiamo distinguere diversi tipi di prati:
I prati pingui, concimati e falciati una o due volte l’anno e caratterizzati
dalla presenza
di Centaurea nigrescens, Daucus carota, Leucanthemum vulgare, Plantago lanceolata,
Rumex acetosa, Salvia pratensis, Geranium sylvaticum, Polygonum bistorta,
Rhinanthus alectorolophus, Trollius europaeus e altre specie.
I prati secchi o magri non vengono concimati ma falciati più o meno
regolarmente o anche solo pascolati. Su queste aree si è sviluppata
una flora oltremodo ricca e di eccezionale valore, ma esse sono anche molto
minacciate dall’intensificazione dello sfruttamento agricolo o inversamente
dall’abbandono della coltivazione e dal conseguente più o meno
rapido rimboschimento. Elevatissimo è il numero delle specie presenti:
Inula hirta, Phyteuma orbiculare, Prunella grandiflora, Pulmonaria australis,
Asperula aristata, Aster alpinus, Centaurea scabiosa, Dianthus carthusianorum,
Polygala pedemontana, Teucrium montanum, Gentiana acaulis e Gentiana clusii.
Compaiono anche numerose piante rare e in buona parte protette come per esempio:
Silene saxifraga, Dianthus monspessulanus, Pedicularis gyroflexa, Ophrys insectifera
e altre Orchidacea, Achillea clavenae, Narcissus verbanensis, Lilium bulbiferum
ssp. croceum e altri.
Una stupenda decorazione per questa regione sono l’asfodelo (Asphodelus
albus), che qui raggiunge quasi il suo limite settentrionale e si trova oltre
che sul Generoso solo in Vallese, e la peonia (Paeonia officinalis) che è
addirittura assente nel resto della Svizzera. Queste due specie rappresentano
quanto di più bello e significativo la flora ci possa offrire.














Fiori e alberi