Nel
mondo contadino tradizionale il calendario dei lavori era regolato innanzitutto
dal tempo naturale. A questo tempo naturale, collegato ai ritmi stagionali e
biologici, era però strettamente connesso un vasto e complesso susseguirsi
di feste e ricorrenze che ne scandiva il fluire ciclico e ripetitivo.
Il calendario contadino è il frutto di un'interazione tra quello liturgico
religioso, i rituali pre-cristiani e la scansione naturale delle stagioni. Nel
calendario tradizionale convivono infatti elementi civili e religiosi, ufficiali
e popolari.
La chiesa ha provveduto a fissare le feste religiose che caratterizzano lo scorrere
dell'anno.
Il culto dei santi e della Madonna ha ispirato feste, patronati, proverbi, chiese,
pitture.
Le festività religiose sono ancora celebrate nella nostra regione e in
certi casi sono ancora molto vissute.
Ogni sagra, ogni ricorrenza locale aveva il suo posto nel calendario.
La
gente di tutto il paese si preparava per tempo. I ragazzi pur divertendosi aiutavano
nei preparativi e si distribuivano i compiti da svolgere nelle processioni e
nelle funzioni religiose. Per queste occasioni si indossavano i vestiti della
festa, si toglievano dagli armadi le lenzuola più belle e ricamate per
onorare il Santo patrono o la Madonna. La gente giungeva dai paesi vicini percorrendo
sentieri e mulattiere fra i campi e i vigneti.
Era l'occasione per riunire i parenti e assaggiare qualche dolce speciale o
qualche piatto dalla ricetta concepita proprio per quell'occasione. C'è
chi era attore e chi era spettatore: tutta la comunità era coinvolta.
Il rituale e la cerimonia doveva svolgersi secondo gesti e momenti ben precisi
che ognuno si impegnava a rispettare.
Delle numerose feste religiose e sagre ne vengono presentate solo alcune.