All’Alpe
della Bolla il latte munto alla sera viene trasportato nel caseificio, filtrato,
misurato e versato nella spannatrice elettrica. Questa separa la parte grassa
del latte da quella liquida e si ottiene così la panna.
La panna viene conservata nel frigorifero e quando il quantitativo è
sufficiente la si trasforma in burro. L’introduzione della spannatrice
elettrica ha praticamente reso inutile la nevèra.
All’Alpe di Lenno, invece, il latte munto alla sera, viene filtrato e
versato nelle conche di rame poste nella nevèra e alla mattina viene
spannato con l’ausilio della spannatoia in legno.

Nel
caseificio dell’Alpe della Bolla e nella grande e multifunzionale cucina
all’Alpe di Lenno si prepara poi la zangola, la penàgia che deve
essere inumidita. Vi si versa dell’acqua, calda in inverno, fresca in
estate, che fa gonfiare le doghe rendendole ermetiche. Dalla temperatura del
contenitore dipende anche la durata della lavorazione e le caratteristiche del
burro ottenuto.
Si versa la panna, la pànera, si chiude ermeticamente e si aziona la
zangola. Le zangole usate sono rotatorie ed elettriche. Con il passare del tempo
il rumore del contenuto si fa più cupo e a questo punto: sa po fa’l
sü. Il burro, al bütéer, viene estratto e viene lavato in un
secchio d’acqua fresca per togliere il latticello che ancora contiene.
Lo stampo, sc-tampìn, da mezzo chilogrammo è già pronto,
tolto da un secchio di acqua tiepida. Lo stampo viene posto sul tavolo sopra
un foglio di carta, lo si riempie con il quantitativo necessario di burro e
lo si rovescia ottenendo il panetto di burro che porta impresso una mucca o
un fiore. In media da cento litri di latte si ottengono quattro chilogrammi
di burro. L’Alpe di Lenno è, in base alle nostre conoscenze, l’unico
alpe sul quale la nevèra viene ancora usata: l’aroma del burro
prodotto su quest’alpe rivela gli inconfondibili profumi della nevèra.
I termini dialettali legati alla valorizzazione del latte sono stati annotati
all’azienda agricola Alpe della Bolla in Valle di Muggio abitata da alpigiani
originari della Valle Intelvi.