



Ancora nell'Ottocento in Ticino si coltivava una quarantina di varietà
di vitigni che venivano vinificate assieme. Il vino ottenuto non doveva essere
di grande qualità ed era destinato all'uso famigliare.
Un grosso cambiamento interviene con la comparsa della fillossera, una micidiale
malattia introdotta dalle Americhe che nella seconda metà dell'Ottocento
ha distrutto tutti i vigneti europei. Responsabile è un insetto che
danneggia l'apparato radicale della vite rendendo necessaria l'estirpazione
della pianta.
L'importante scoperta della tecnica dell'innesto ha permesso di far fronte
a questa malattia.
Le successive ricerche condotte in Ticino hanno dimostrato che le varietà
più adatte ai nostri terreni sono il Merlot e la Fresia per le uve
rosse, il Chasselas e il Semillon per quelle bianche.
La coltivazione della vite viene abbandonata nell'alta valle di Muggio e gli
ultimi vigneti si trovano oggi all'altezza di Caneggio.
Negli ultimi decenni viene introdotta la coltivazione razionale della vite
e la varietà di gran lunga dominante diventa il Merlot.
Castel S. Pietro diventa uno dei comuni più viticoli del cantone.









Vino e grappa