La vite costituisce da diversi secoli un'importante coltivazione seconda solo ai cereali. E' diffusa specialmente nelle zone collinari a quote poco elevate. Nell'Ottocento la coltivazione della vite era però diffusa anche sui terrazzi solatii della Valle di Muggio e le carte topografiche Sigfried riportano l'esistenza di vigneti fino a Muggio.
La vite nel paesaggio tradizionale era allevata alta e si arrampicava su un sostegno vivo, un albero, un acero o un gelso per esempio.
Questo metodo viene denominato vite maritata all'albero. Alla vite veniva associata la coltivazione di altri prodotti agricoli. Sotto i filari si coltivavano pomodori, cornetti, zucche in un sistema detto coltura promisqua mediterranea.
I resti di questa antica pratica sono ormai quasi totalmente scomparsi e solo in alcuni vigneti rimasti fedeli alla tradizione se ne possono riconoscere le tracce.
Su alcuni muri di cinta rimangono ancora i segni di un altro sistema di allevamento della vite: dei sostegni in granito con un foro in cui si inseriva un palo di castagno per sostenere la pergola.

Ancora nell'Ottocento in Ticino si coltivava una quarantina di varietà di vitigni che venivano vinificate assieme. Il vino ottenuto non doveva essere di grande qualità ed era destinato all'uso famigliare.
Un grosso cambiamento interviene con la comparsa della fillossera, una micidiale malattia introdotta dalle Americhe che nella seconda metà dell'Ottocento ha distrutto tutti i vigneti europei. Responsabile è un insetto che danneggia l'apparato radicale della vite rendendo necessaria l'estirpazione della pianta.
L'importante scoperta della tecnica dell'innesto ha permesso di far fronte a questa malattia.

Le successive ricerche condotte in Ticino hanno dimostrato che le varietà più adatte ai nostri terreni sono il Merlot e la Fresia per le uve rosse, il Chasselas e il Semillon per quelle bianche.
La coltivazione della vite viene abbandonata nell'alta valle di Muggio e gli ultimi vigneti si trovano oggi all'altezza di Caneggio.
Negli ultimi decenni viene introdotta la coltivazione razionale della vite e la varietà di gran lunga dominante diventa il Merlot.
Castel S. Pietro diventa uno dei comuni più viticoli del cantone.

 

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