D'istanti condivisi. Diari dal confine

Nell'ambito della mostra "Pezzi di frontiera. Geografie e immaginario del confine"

Le fotografie sono state pubblicate in: Giovanni Luisoni, Il risveglio del dimenticato. Mendrisiotto.
Microcosmo in bianco e nero
, SalvioniEdizioni, Bellinzona, 2019, pp. 250-251.
Sono qui riprodotte per gentile concessione dell’autore.

Spiegatemi voi dunque,

in prosa o in versetti,

perché il cielo è uno solo

e la Terra è tutta a pezzetti.

 

(Gianni Rodari, Il cielo è di tutti)

 

 

Sabato 25 aprile
5. Confini nel cielo


Quando si parla di frontiere e confini si pensa immediatamente alle mappe, al territorio, alla terra, mentre ci si dimentica del cielo e dell’aria. Si tende a guardare verso il basso e non verso l’alto. I confini nel cielo sembrano inesistenti. Gli aerei attraversano tranquillamente gli orizzonti del cielo che noi vediamo da terra, in qualunque luogo noi ci troviamo. La maggior parte delle nazioni del mondo permette il passaggio dei velivoli sul loro territorio, tranne in situazioni di conflitti bellici o di particolari circostanze militari ed economiche. Gli accordi internazionali garantiscono la libertà di circolazione per chi sceglie il cielo, anche se i controlli sono spesso severi. I corridoi aerei possono comunque mutare ed essere spostati.

Siamo ormai assuefatti alla visione nel cielo delle numerose scie che si incrociano in varie direzioni, in tutti i momenti della giornata e dell’anno. Non prestiamo più attenzione al rumore degli aerei che dal primo mattino alla tarda serata accompagnano la quotidianità.
Nella nostra regione, i decolli e gli atterraggi dal vicino aeroporto di Malpensa, ben visibili dal Mendrisiotto ed in particolare dalle colline subalpine della parte bassa della Valle di Muggio, ignorano il confine tra l’Italia e la Svizzera. Da anni, durante la sera e la notte, il ronzio dei droni che sorvegliano la frontiera disturba il sonno di molti. A volte elicotteri e droni volano bassi alla ricerca di chi tenta di varcare il confine al di fuori dei valichi. E sempre più sovente gli stessi trasportano materiali per l’edilizia o svolgono operazioni di soccorso.
Le due pregnanti fotografie di Giovanni Luisoni parlano di questo, attraverso la loro particolare composizione che mette in evidenza la vastità del cielo pur suggerendo la presenza della terra e del paesaggio, confinati al limite inferiore dell’immagine. Le tracce degli aerei evocano continui attraversamenti di frontiere.

Giovanni LuisoniColle di San Martino, 2016


Eppure da parecchie settimane qualcosa è cambiato e ce ne rendiamo perfettamente conto. Il cielo è quasi completamente vuoto. Nessun punto luminoso si muove la sera accanto alle stelle e ai pianeti. Il silenzio è tornato ad imporsi sovrano, rotto di tanto in tanto da qualche elicottero che sorvola la frontiera per sorvegliare i rari passaggi e per controllare gli eventuali assembramenti di persone. Una mappa inserita nel sito di MeteoSvizzera qualche settimana fa mostrava la forte diminuzione dei voli al di sopra del territorio europeo, attraverso un sorprendente confronto tra il traffico in un normale giorno di qualche mese orsono e quello di una giornata del mese di marzo. I maggiori aeroporti del mondo, solitamente affollati, sono diventati ampi e deserti parcheggi di velivoli ormai inutilizzati. I collegamenti aerei tra uno Stato e l’altro sono stati interrotti dalla pandemia.

Giovanni Luisoni, Controllo sul confine – Mendrisiotto, 2018


Paradossalmente, da mezzo di spostamento per eccellenza nel mondo globalizzato, l’aeroplano è diventato il principale veicolo di diffusione del virus nei vari continenti. Grazie al quasi totale annullamento del traffico aereo, al forte calo di quello stradale e alla chiusura di molte fabbriche, come pure alla sospensione di gran parte delle attività lavorative umane, il cielo è tornato ad essere limpido e quasi trasparente, proprio in corrispondenza della primavera, che quest’anno sembra piuttosto avere i connotati dell’estate.
Nel Punjab indiano, per la prima volta da trent’anni a questa parte, la popolazione ha potuto vedere le cime innevate dell’Himalaya, distanti oltre duecento chilometri. E gli uccelli sembrano aver ripreso il possesso dello spazio celeste, basta prendere il tempo di osservare il loro frenetico e allegro andirivieni e di ascoltare la ricchezza dei loro cinguettii. Essi per fortuna non conoscono le barriere costruite tra una nazione e l’altra; migrano tranquillamente tra un continente e l’altro, indifferenti alle norme e alle costrizioni imposte dagli umani.
Nell’Ottocento non rispettavano i confini neppure le viscarde, le quaglie e i tordi catturati nel roccolo di Merì, costruito in località Pianca la Gora su di un terrazzo naturale lungo i ripidi pendii della valle non lontano dal sentiero che collega il paese di Scudellate con quello di Erbonne.
Che cosa succederà fra qualche mese? Come muterà questo nuovo modo di considerare e di percepire il cielo? Rimarrà una sorta di abbaglio durato qualche settimana oppure si tornerà alla cosiddetta normalità? Si parlerà forse di un confine tra il pre-coronavirus ed il post-coronavirus, ma quali saranno le sue caratteristiche?

 

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D’istanti condivisi.
Diari dal confine
5. Confini nel cielo


Pubblicazione online nell’ambito di:

Pezzi di frontiera. Geografie e immaginario del confine.


Esposizione temporanea dal 2020

Museo etnografico della Valle di Muggio
Casa Cantoni
6838 Cabbio
info@mevm.ch

Partner e sostegno finanziario:
Ente regionale di sviluppo Mendrisiotto – Basso Ceresio
Ernst Göhner Stiftung
Comune di Breggia
Comune di Chiasso

Direzione del progetto e curatela:
Mark Bertogliati
Graziella Corti
Sabina Delkic
Ivano Proserpi

Il MEVM rivolge un sincero ringraziamento per la preziosa collaborazione a:
Fabio Bossi
Gilberto Bossi
Paolo e Silvia Crivelli
Jan Holenstein
Jon Mathieu
Irene Petraglio
Cristian Scapozza
Sven Widmer
Mario Zanetta
P.O.T. – Programma Occupazionale Temporaneo della RVM (Associazione dei Comuni del Generoso)
Bertrand Viglino
Damiano Petraglio
Carlo Petraglio
Paolo Mauri (Himap)
Giovanni Luisoni
Stefano Spinelli
Simone Mengani
Luca Piffaretti
Gianluca Poletti (CreativeMind)
Alexandra Holenstein Dubach
Mauro Lüthy
Sebastiano Corti

Prestiti di oggetti e materiali:
Archivio di Stato, Bellinzona (Servizio audiovisivi)
Archivio truppe ticinesi (presso Archivio di Stato, Bellinzona)
m.a.x. museo Chiasso
Museo storico etnografico della Valle di Blenio, Lottigna
Museo della civiltà contadina, Stabio
Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, Rancate
Ferrovia Monte Generoso
Giuseppe Haug
Danilo Marzoli
Kurt Baumgartner
Famiglia Fernando Bossi


Fotografie
© Giovanni Luisoni

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