Sede

Casa Cantoni

L’epicentro del Museo nel Territorio

 

Il centro informativo
Casa Cantoni è oggi sede del Museo etnografico della Valle di Muggio e centro informativo del “Museo nel territorio” nel quale il visitatore trova tutte le indicazioni e gli approfondimenti indispensabili per comprendere i valori del patrimonio etnografico e storico della Valle.

Oltre alle esposizioni Casa Cantoni può ospitare nel suo salone conferenze (45 posti a sedere), seminari (tavoli per una ventina di partecipanti), workshop e attività di gruppo; dispone inoltre di un laboratorio per una ventina di persone adatto per lezioni e corsi d’artigianato.
Su richiesta si organizzano pause caffè e semplici aperitivi con vini e prodotti locali.

Il museo non è qui!
L’idea che distingue un museo nel territorio è quella di realizzare nella valle degli itinerari che collegano gli elementi più significativi del paesaggio culturale.

Questa trama creata sul terreno della Valle di Muggio viene riproposta per analogia all’interno dell’epicentro. Nasce così un percorso con elementi, oggetti e simboli che rimandano al museo vero e proprio che si trova all’esterno.
E’ per questo che si può affermare che il museo è fuori e non dentro Casa Cantoni. 

Casa Cantoni: “architettura parlante”
L’aspetto attuale di Casa Cantoni è il risultato di interventi edilizi successivi. A sudovest troviamo la parte più antica, probabilmente cinquecentesca e oggi in gran parte di proprietà privata. Si apre su una vasta corte da cui si gode una vista che spazia fino al Monte Generoso. Nel corso del Seicento l’edificio viene rinnovato ed ampliato con un nuovo corpo di fabbrica che, a eccezione di alcuni spazi preesistenti, corrisponde all’attuale sede museale. L'ala dell'edificio presenta due linguaggi architettonici: uno urbano nelle sue facciate rivolte verso il nucleo, un altro rurale che contraddistingue gli spazi di lavoro verso valle.

Nel 1990 il MEVM acquista la parte settentrionale dell’edificio per trasformarla in centro informativo e sede espositiva, funzione che assolve ancora oggi. La copertura di questo corpo, a differenza dell’ala di proprietà privata, presenta ancora la copertura originaria in lastre di calcare ristrutturata negli anni 1997-1998 con approcci tradizionali. Casa Cantoni ha un fascino particolare riportato alla luce grazie ai restauri realizzati tra il 2000 e il 2003 con interventi che hanno interessato le facciate e gli interni con un adattamento dell’impiantistica alle esigenze museali. L’elemento distintivo dell’edificio è la facciata rivolta verso il nucleo, contraddistinta da un decoro in finto bugnato di colore indaco con delle lesene angolari e delle finestre con cornici modanate di colorazione ocra chiaro. Questa livrea decorata a finto bugnato è presente anche sulla parte più antica dell’edificio, oggi di proprietà privata.
Alle caratteristiche di questi decori e al loro significato storico si deve il vincolo di tutela d’interesse locale attribuito alle facciate che costituiscono un esempio significativo di «città nelle montagne» ed espressione del fenomeno dei «palazzi» che nelle valli insubriche fiorisce, soprattutto grazie alle risorse dell’emigrazione fortunata, a cavallo tra XVII e XVIII secolo.

Il restauro ha permesso di recuperare e riscoprire un esempio di “architettura parlante” nelle cui linee si riverberano i gusti, i destini e le esigenze della famiglia Cantoni. La storia di questa dimora si lega infatti alle fortune e alle vicissitudini di questa importante dinastia di architetti, stuccatori, mastri da muro e artisti originaria di Cabbio e attiva in Liguria sull’arco di tre secoli. Non è dunque un caso che i Cantoni abbiano voluto replicare nella casa natìa, seppure in scala ridotta, un modello ornamentale urbano.

Il restauro dell’edificio guidato dall’architetto Thomas Meyer e l’avvio di uno studio di ampio respiro sulla famiglia Cantoni curato dalla storica Stefania Bianchi hanno permesso di ricostruire un importante capitolo della storia dell’emigrazione di mestiere dell’area insubrica e della regione dei laghi di cui Casa Cantoni rappresenta oggi una preziosa testimonianza architettonica.
L’edificio conserva al suo interno anche altri preziosi elementi, come la magnifica caminiera sei-settecentesca in stucco e il soffitto decorato risalente probabilmente all’Ottocento presenti nella sala di rappresentanza al primo piano.

Approfondimenti:

  • M. Bertogliati, "Casa Cantoni a Cabbio. Sede del Museo etnografico della Valle di Muggio", in I. Proserpi (a cura di), Finestre sull’arte tra Valle di Muggio e Val Mara. Dall’epoca romana a oggi, Cabbio/Lugano/Bellinzona 2022, 356-361.

  • S. Bianchi, I Cantieri dei Cantoni. Relazioni, opere, vicissitudini di una famiglia della Svizzera italiana in Liguria (secoli  XVI–XVIII), Genova 2013.

  • S. Bianchi, T. Meyer, La Casa Cantoni di Cabbio, Cabbio 2003.

  • R. Ceschi, "La «città» nelle montagne", Histoire des Alpes, 5 (2000), 189–204.

  • T. Meyer, Progetto di sistemazione della sede del Museo etnografico della Valle di Muggio. Relazione tecnica e piani di progetto, Chiasso 1999.

  • G. Rotondi Terminiello, "Le facciate dipinte a Genova. Note per una metodologia di restauro", Bollettino d’arte, suppl. 6 (1984), 47–52.