
La conseguenza per il paesaggio è assai evidente l'acqua invece di scorrere in superficie si infiltra rapidamente nel sottosuolo, circola all'interno della roccia e appare improvvisamente sotto forma di sorgenti nelle parti inferiori del massiccio montagnoso. Le zone carsiche soffrono quindi di carenza d'acqua di superficie e ciò ha obbligato l'uomo a trovare soluzioni ingegnose per far fronte alla scarsità di acqua.
La caratteristica che accomuna tutta la regione è la presenza di rocce
calcaree affioranti; fa eccezione la zona compresa tra Campione, Rovio e Melano
dove affiora il substrato più antico di origine vulcanica. L'uniformità
geologica è ancora più marcata in quanto, fatta eccezione per
la parte inferiore del corso della Breggia a Sud di Castel S. Pietro, tutta
l'area compresa tra i due laghi è interamente composta da calcare selcifero
lombardo.
Questo calcare si è formato in un antico mare 190-150 milioni di anni
fa, è di colore blu-grigio e grigio giallastro nelle regioni più
elevate, si presenta ben stratificato e contiene delle liste e dei noduli
di selce.
Il notevole spessore di questo calcare è ben visibile sul fianco occidentale
del Monte Generoso. L'uso diffuso di questa roccia per muri a secco e tetti
in piode conferiva unità anche all'insediamento tradizionale. La presenza
di calcare ha una conseguenza molto importante sulla circolazione dell'acqua
nella regione. L'acqua meteorica, leggermente acida, scioglie il calcare,
allarga le fessure presenti nella roccia e da luogo ad un intricato e complesso
sistema sotterraneo di cavità, cunicoli comu-
nemente chiamate grotte.
Il processo di dissoluzione del calcare viene indicato col termine di carsismo.
La conseguenza per il paesaggio è assai evidente l'acqua invece di
scorrere in superficie si infiltra rapidamente nel sottosuolo, circola all'interno
della roccia e appare improvvisamente sotto forma di sorgenti nelle parti
inferiori del massiccio montagnoso. Le zone carsiche soffrono quindi di carenza
d'acqua di superficie e ciò ha obbligato l'uomo a trovare soluzioni
ingegnose per far fronte alla scarsità di acqua.
Massi erratici e loro uso
L'antica presenza di ghiacciai nella zona è testimoniata dai massi
erratici.
Si tratta di frammenti di roccia di varia dimensione, le cui caratteristiche
differiscono radicalmente da quelle della roccia dominante in quanto composti
da rocce granitiche.
Durante il Pleistocene (da 1,8 milioni a 10'000 anni fa) a seguito di un abbassamento
della temperatura media annuale di 6-8 gradi centigradi, i ghiacciai alpini
si sono estesi notevolmente verso sud.
Le nostre zone sono state parzialmente invase dal ghiacciaio dell'Adda che
è penetrato da Porlezza (Ceresio) e da Cernobbio (Lario).
Queste possenti masse di ghiaccio oltre ad aver arrotondato il rilievo hanno
trasportato e poi depositato frammenti di roccia tipici di altre zone, i massi
erratici appunto.
Quest'ottima materia prima è stata ampiamente usata per ottenere: basamenti
per torchi, canali per fontane, architravi e stipiti di porte, bacini per
fontane, …








