La
tradizione orale assegna al toponimo Muggio, in dialetto Mücc, il significato
di mucchio; questa è anche l’impressione che si ha osservando l’insediamento.
Il nucleo del villaggio che dà il nome alla Valle è effettivamente
ben delimitato e le costruzioni sono addossate le une alle altre; i locali di
diversi proprietari sono incuneati gli uni negli altri; le vie sono strette
e qua e là diventano gallerie coperte come sono da locali sporgenti;
il loro percorso è irregolare e si adatta alla disposizione di abitazioni,
stalle, rimesse.


Prescindendo dai pesanti interventi degli anni Sessanta, l’abitato
racchiude ancora le tracce di esigenze di vita, di consuetudini e di tecniche
antiche, quali il riservare il maggior spazio possibile alle coltivazioni,
l’aiuto reciproco prestato nella costruzione e il prevalere della circolazione
pedonale o con animali da soma. Nel paesaggio circostante si leggono i resti
dell’uso passato: Vi si coltiva segale, orzo, frumento, canape, lino
e patate; vi allignano frutteti di ciriegi, pomi, peri; quasi dappertutto
la vite; e vigorosi noci e castagni, i cui frutti sono il principale prodotto
della contrada.



Fino
all’estrema commune di Muggio prosperano i gelsi, e la cultura dei bachi
da seta vi riceve sempre maggior incremento (Lavizzari L., Escursioni nel Cantone
Ticino, Lugano, 1863).
Nel 1850 Muggio con 591 abitanti era il comune più popolato della media
ed alta Valle.
Dei 223 abitanti censiti al 31.12.2000 solo il 13% ha meno di vent’anni,
il 60% è economicamente attivo mentre il 27% appartiene alla fascia degli
anziani. Il settore primario occupa il 17% della popolazione attiva, il secondario
il 13%, il settore dei servizi prevale con un 70%.