Cabbio (645 m) come Muggio possiede un’origine agricola strettamente connessa all’esigenza dell’essere il più possibile autosufficienti. Con la produzione vegetale, ancora riconoscibile grazie agli antichi terrazzamenti, anche quella animale rivestiva un’importanza determinante: La vacca può dirsi l’animale più proficuo alle popolazioni.
Non v’ha Commune che non possieda questo prezioso animale e il loro numero può dirsi in rapporto col numero degli abitanti e coll'estensione de' pascoli (Lavizzari L., Escursioni nel Cantone Ticino, Lugano, 1863). Cabbio, e i valori sono molto simili a quelli di Muggio, contava nel 1859 251 mucche, 194 capre, 107 pecore e 40 maiali ( Lavizzari L., op. cit.). Numerosi sono anche gli alpi appartenenti a questo comune: Bonello, Cet, Arla, Laorina, Batuela, …

La maggior parte di essi è però oggi abbandonato o ha vissuto un cambiamento di funzione: anche qui l’attività agricola ha subito un drastico ridimensionamento. Anche in passato l’agricoltura da sola non permetteva di sostentare tutta la popolazione della Valle: da Pasqua fino a Natale gli uomini emigravano.
In un primo tempo essi si recavano nelle popolose città della Lombardia e del Piemonte, più tardi soprattutto nella Svizzera interna e qui si guadagnavano da vivere lavorando come muratori.
I risparmi accumulati consentivano di far quadrare il bilancio della famiglia rimasta in Valle o, per i più fortunati, permettevano di rendere la casa più accogliente. Dal punto di vista demografico Cabbio e Muggio vivono vicende abbastanza simili.
Il tracollo inizia per Cabbio dopo il 1920 e la popolazione passa da 314 a 146 unità (31.12.2000). Contrariamente a quanto si può osservare nel resto della media ed alta Valle la popolazione a Cabbio e Muggio non manifesta la tendenza ad aumentare.

 

       
       
       
       

 

Cabbio