

In Svizzera, per fronteggiare la persistente crisi agricola ed aiutare le
popolazioni di montagna, nei primi decenni del Novecento, si tenta di richiamare
l'attenzione sulle attività femminili e sul modo di utilizzare il tempo
lasciato libero delle occupazioni agricole.
In Ticino vari dipartimenti cantonali si fanno promotori di iniziative tramite
un decreto esecutivo del 1931. A Sagno nasce una particolare forma di ricamo
in lana su tela di iuta. L'iniziativa di carattere artistico è da attribuire
alla signora Germaine Chiesa Petitpierre, moglie del pittore ticinese Pietro
Chiesa. Vive a Lugano e poi a Milano e ritorna nei mesi estivi per soggiornare
nella casa paterna dei Chiesa a Sagno. La signora Geramaine intuisce le difficoltà
che la gente del luogo è costretta ad affrontare e vuole dare il suo
contriubuto per migliorare la condizione economica di diverse famiglie.
I ricami di Sagno nati dalla mano della signora Germaine si compongono di
153 esemplari prodotti negli anni 1930 e 1940.
A disposizione delle ricamatrici rimangono 98 disegni, 55 sono scomparsi.
I prototipi sono di facile esecuzione. I disegni sono accompagnati da annotazioni
chiare che indicano il metodo di lavoro, il colore della lana, le ore di lavoro.











I ricami di Sagno